Roma – Cassino in Alta velocità: ultima parola all’Europa

Nuovo aggiornamento sulla telenovela Alta Velocità: anche le resistenze di Trenitalia sono ormai state vinte.

Dopo l’incontro tra la nostra Associazione e l’Assessore Civita tenutosi venerdì scorso, possiamo dire che i principali attori in grado di decidere sul futuro della proposta di collegamento Alta Velocità tra Roma e Cassino hanno finalmente trovato un accordo.

Nell’ambito dell’incontro infatti, oltre a illustrare gli investimenti che nei prossimi mesi e anni porteranno ulteriori nuovi treni sulla Roma-Cassino, la ristrutturazione di alcune stazioni e il miglioramento delle condizioni della linea nel tratto metropolitano, è stato fatto anche il punto della situazione sul progetto Alta Velocità. La Regione pare infatti aver raggiunto un accordo con Trenitalia per avviare un servizio sperimentale di collegamento Roma-Cassino sulla linea Alta Velocità. Il servizio dovrebbe prevedere una o due coppie di treni al giorno (cioè una o due andate verso Roma al mattino e altrettanti ritorni il pomeriggio), le corse avrebbero la durata prevista dal progetto sviluppato dalla nostra Associazione (35’ circa da e per Frosinone, 70’ circa da e per Cassino), verrebbero utilizzati treni Freccia Argento e, in linea di massima, sarebbero anche stati individuati dei possibili orari. La Regione si è ormai convinta della strategicità di questo intervento, nonostante la fredda e scettica reazione avuta al momento della presentazione della nostra proposta, tanto da volerlo anche finanziare. Pare che ci sia anche un accordo economico di massima con Trenitalia, ma resta un ultimo nodo da sciogliere: il parere della Comunità Europea.

Dal punto di vista commerciale, per Trenitalia si tratterebbe di treni effettuati in regime di mercato (ovvero senza contributo pubblico diretto) e quindi con tariffe che ne coprano i costi di produzione. In questo contesto, la Regione intende quindi dare un contributo che è indispensabile per rendere accessibile il servizio ad un numero significativo di utenti. In questo scenario, un eventuale contributo Regionale potrebbe essere però giudicato un aiuto di Stato ad una impresa (Trenitalia) e da qui nasce la necessità del parere della Comunità Europea. Va detto anche che in Italia un tale servizio può essere realizzato solo da Trenitalia ed NTV ma quest’ultima si è dichiarata non interessata. In queste condizioni un no della Comunità Europea sarebbe di fatto la negazione di una possibilità di sviluppo per il trasporto ferroviario italiano. Anche altre Regioni sono infatti in attesa dello stesso parere che potrebbe sbloccare nuovi canali di trasporto anche su altre linee.

Dopo aver convinto Associazioni di categoria, Regione, RFI e Trenitalia, il nostro progetto è arrivato a scomodare il parere perfino della Comunità Europea: appuntamento quindi a metà Dicembre (data attesa per il parere); nel frattempo incrociamo le dita e iniziamo a prepararci per un viaggio a Bruxelles.

Alta velocità Roma-Cassino, dove è finita la Regione?

Sono passati 3 anni dall’insediamento della giunta Zingaretti e da altrettanto tempo l’Assessore Civita è stato assegnato al settore Trasporti.

Sono passati 14 mesi da quando l’Associazione Roma-Cassino Express ha presentato un sistema di ottimizzazione del collegamento Roma-Cassino attraverso l’utilizzo della linea Alta Velocità.

Ma cosa è successo in tutto questo tempo?

Non possiamo negare di aver notato diversi miglioramenti nel servizio e di questo riconosciamo il merito all’Amministrazione Zingaretti: il parco treni è stato rinnovato anche sulla nostra linea, la capienza di alcuni treni è stata aumentata e, a detta di Trenitalia, è migliorata anche la loro puntualità (ma questo vorremmo sentirlo dire dalla Regione che si sa, per l’oste il vino è sempre buono).

Ogni volta che si inaugura un nuovo treno assistiamo ai comunicati vittoriosi del Presidente Zingaretti e dell’Assessore Civita ed anche noi pendolari ne siamo felici per carità, ma non vendeteci lucciole per lanterne!

In mezzo a tanta euforia per qualche nuovo Vivalto, noi rimaniamo lucidi e cerchiamo di distinguere tra ordinaria amministrazione e innovazione, tra uno studente che tra mille sacrifici porta a casa la sufficienza ed uno brillante che prende 8 o 9, magari studiando pure poco. È il caso di ricordare infatti che l’Allegato 9 al Contratto di servizio 2009-2014 già prevedeva un programma di rinnovo del materiale rotabile per un importo di 262,1M€. Si, avete letto bene, 2009-2014. Capirete quindi quanto sia fuori luogo certo clamore per qualcosa che a noi cittadini era dovuto fin dal 2014; ovviamente il Presidente Zingaretti avrà gioco facile nel dire che c’è stato un cambio di marcia rispetto all’Amministrazione precedente ma, per tornare al paragone scolastico, è come confrontare lo studente che prende 6 con quello che a scuola nemmeno ci va!

A nostro avviso, aver dato seguito al piano di investimenti 2009-20014 significa, a ben vedere, aver gestito correttamente solo una parte della normale amministrazione. Si, perché nella “normale amministrazione” ricade anche il tema della trasparenza e allora noi utenti vorremmo capire come la Regione giudichi l’operato di Trenitalia: esiste un monitoraggio della qualità del servizio? Trenitalia ha mai maturato delle penali ai sensi dell’allegato 7 del Contratto di Servizio? Queste domande non sembrano tanto extra-ordinarie e noi le facciamo dal Luglio del 2014, ma di risposte non ne abbiamo mai avute. Non vorremmo dover pensare che la Regione non agisca in contraddittorio con Trenitalia (che è un suo fornitore), ma ne “subisca” la gestione.

Volendo alzare un po’ l’asticella invece proviamo a parlare di innovazione, che i nuovi treni sono belli, sono più comodi ed hanno pure le prese per ricaricare lo smartphone ma parliamoci chiaro, la vita non la cambiano a nessuno! Noi invece a Febbraio 2015 abbiamo pubblicato un progetto che, riducendo di circa 30 minuti i tempi di percorrenza tra Cassino, Frosinone e Roma, rischia di cambiare faccia ad una intera provincia (e di farci percorrere l’intera tratta prima che lo smarthphone si scarichi). Per questo progetto siamo stati inizialmente derisi da Dirigenti Regionali e del gruppo FS, oltre che da membri politici dell’Assessorato ai Trasporti. Sfortunatamente per tutti loro però, quando si è guardato alla proposta con maggior attenzione, nessuno è stato in grado di contraddirci confermandone non solo la fattibilità tecnica, ma anche la correttezza delle stime economiche (per quanto preliminari). Da quel momento l’aria è cambiata e siamo arrivati addirittura a sentire il Presidente Zingaretti che in due eventi pubblici (Cassino, 19 Settembre 2015 e Frosinone, 4 Marzo 2016) annunciava che il nuovo servizio Alta Velocità era considerato strategico da parte della Regione e che sarebbe addirittura entrato nel prossimo Contratto di Servizio. Che quello studente, dopo un quadrimestre un po’ difficile, veramente possa ambire a qualcosa in più? Se così fosse però perché invece di comprare una flotta di Jazz e Vivalto, la Regione non compra anche dei treni politensione (in grado cioè di percorrere sia la linea Alta Velocità che quella storica)? Costeranno di più ma, essendo più veloci, riuscirebbero pure a fare più viaggi. Perché del progetto Alta Velocità Roma-Cassino non si parla più? che questa idea possa piacere poco a Trenitalia lo possiamo intuire, ma la Regione ha un minimo di capacità di contrattazione o supinamente prende atto del volere dei propri fornitori?

Se la Regione ha deciso che l’Alta Velocità sulla linea Roma-Cassino non è più strategica, qualcuno ci inviti in Assessorato per spiegarci che succede o, ancor meglio, ce lo dica pubblicamente che i giornali mica servono solo per i vostri annunci vittoriosi e propagandistici. Se qualche consigliere regionale è ancora interessato a questa vicenda, porti queste domande in aula e costringa il Presidente Zingaretti e l’Assessore Civita a fare chiarezza.

Nel frattempo noi ci limitiamo a rinnovare i complimenti per i nuovi Vivalto attesi dal 2014, per i nostri smartphone sempre carichi e per un altro anno senza essere rimandati a nessuna materia. Evviva!

Ritardi sulla Roma-Cassino: la Regione cosa ne pensa?

Siamo lusingati dall’attenzione rivolta da Trenitalia verso i pendolari della FL6 e verso le osservazioni provenienti dalla nostra Associazione. Notiamo infatti che, dopo il primo comunicato diramato il 10 febbraio, Trenitalia ha ritenuto di pubblicare un ulteriore approfondimento esclusivamente dedicato alla nostra linea. Quello che stride in questo virtuoso confronto tra pendolari e gestore del servizio è invece la completa assenza della Regione che dovrebbe invece avere un ruolo di controllo sulla qualità del servizio.

Ammirando la buona volontà da parte di Trenitalia nel pubblicare alcuni dati, dobbiamo sottolineare come questi siano stati comunicati in maniera oltremodo propagandistica lasciando spazio alle perplessità che elenco nel seguito:

I valori assoluti della puntualità (il comunicato diceva che il 91.2% dei treni è puntuale, ma la percentuale cresce al 94% se si escludono le cause esterne) sono riferiti alla scala nazionale. Un dato così generico, a parte il valore propagandistico per l’azienda, non fornisce alcuna informazione di dettaglio agli 1,6 Milioni di viaggiatori che fruiscono del servizio essendo una media tra le prestazioni stellari che si verificano ad esempio in Toscana e di quelle drammatiche che si verificano ad esempio sulla Roma-Viterbo.

I dati forniti per ciascuna regione, invece non sono mai forniti in valore assoluto, ma solo in termini di incremento rispetto all’anno precedente. Si capisce così che nel Lazio la puntualità è aumentata del 6.6% rispetto al 2015: ma in valore assoluto? Siamo passato dal 10% al 16% o dal 90% al 96%? Questo dato è importante perché da questo derivano le penali, che invece la Regione non ha mai pubblicato. Inoltre in queste percentuali, sono compresi i ritardi per cause esterne o no? Stesso commento vale per gli incrementi di puntualità comunicati per le fasce orarie 6-10 e 16-20.

Più interessanti invece i dati forniti ieri da Trenitalia: 89.7% di puntualità sulla linea FL6 nei rimi 40 giorni del 2016 contro l’88.6% dell’intero 2015. Nelle fascia pendolare delle 6-10 del mattino la puntualità scende dal 90.8% del 2015 all’88.6% del 2016; nella fascia 16-20 invece la puntualità aumenta dal 85.7% dell’intero 2015 al 90.4% del 2016. Qui il netto miglioramento rispetto agli anni passati appare meno chiaro, ma consideriamo un esempio concreto, cioè le tante persone che la mattina partono da Frosinone alle 6.43 e ripartono da Roma alle 17.07: dai nostri dati risulta che nel mese di Gennaio 2016 queste persone siano arrivate puntuali a Roma solo l’87% delle volte, mentre siano rientrate puntualmente a Frosinone solo il 68% delle volte accumulando un ritardo totale di 175’. Pur essendo confermato il miglioramento delle prestazioni di Trenitalia a scala regionale e nazionale, cosa possiamo dire a queste persone? La loro sofferenza deve restare invisibile e non risarcita?

L’attuale contratto di Servizio richiede l’89% di puntualità sui treni di tutta la Regione. In questo modo la Regione ammette che i treni della Roma-Civitavecchia (forse una delle linee più efficienti) facciano media con quelli della Roma-Viterbo (una delle più disastrate); inoltre secondo questo criterio la puntualità del regionale che la domenica alle 11.12 porta da Frosinone a Roma non più di 200 persone vale come quella del regionale che parte alle 6.07 da Cassino e porta a Roma almeno 1200 persone ogni giorno. Un contratto di Servizio così fatto è una presa in giro per i pendolari e non fornisce alla Regione uno strumento adeguato per stimolare Trenitalia a migliorare effettivamente le proprie prestazioni. Ecco, noi siamo d’accordo con Trenitalia sulla necessità di muovere da una analisi obbiettiva dei dati, ma a nostro avviso non può essere Trenitalia (che è il fornitore del servizio) a garantire l’oggettività dei dati. È indispensabile, e lo chiediamo da anni, che la Regione definisca parametri minimi di puntualità differenziati a seconda delle fasce orarie e delle linee e, una volta definiti, che effettui un controllo stringente sul rispetto di questi parametri da parte del gestore.

Duole riconoscere invece che ad oggi l’assessorato ai trasporti e la propria struttura tecnica hanno mostrato di essere inadeguati al controllo dell’operato del gestore (l’assenza di dati pubblici sulla qualità del servizio lo dimostra) e della normale amministrazione. Tale incapacità non può che farci rassegnare a veder naufragare la nostra proposta di utilizzo della linea Alta Velocità che, pur essendo inattaccabile dal punto di vista tecnico ed economico, va ben oltre le capacità di gestione di questa amministrazione.

 

Pietro Fargnoli

Pres. Roma-Cassino Express

 Tel. 349 866 3051

FL6 Cassino-Roma, viaggi solo andata da 3 o 4 ore

Tanto sono durati i viaggi di sola andata dei pendolari partiti da Cassino per Roma sulla linea FL6 nella mattinata del 9 febbraio. Tanto quanto basterebbe per fare Roma-Parigi andata e ritorno. Ma stavolta i pendolari della tratta martire chiedono ufficialmente delle spiegazioni ai responsabili in quanto i ritardi non sono stati dovuti ad un guasto accidentale ma ad una mancanza di elettricità a seguito di interventi di lavoro programmati. Un fatto secondo la Roma Cassino Express a dir poco gravissimo. Non bastano i disagi accidentali che ogni giorno attanagliano i pendolari ma ci si mettono anche quelli causati da chi dovrebbe programmare, oltre ai lavori, anche il corretto ripristino della linea in tempo per l’arrivo dei treni.
Tanto hanno impiegato oggi i pendolari della FL6 da Cassino sui principali treni: treno 7528 soppresso a Colleferro (durata viaggio superiore alle 4 ore), treno 7530 104′ di ritardo (durata viaggio 3 ore e 50′), treno 7532 103′ di ritardo (durata viaggio 3 ore e 48′), treno 7536 87′ di ritardo (durata viaggio 3 ore e 20′), treno 2494 80′ di ritardo (durata viaggio 3 ore e 30′). Inutile tornare a sottolineare che se si utilizzasse anche la linea Alta Velocità per il traffico regionale (come da noi più volte sollecitato) in casi come questo i disagi sarebbero minimizzati.
In attesa di una posizione ufficiale della Regione sul progetto AV proposto dalla associazione Roma Cassino Express, l’unica alternativa oggi a disposizione dei pendolari è stata quella dei bus sostitutivi. La scelta era tra partire in treno e percorrere la tratta in un tempo indefinito anche da Trenitalia stessa o se avventurarsi nei vari bus di linea e straordinari apposti alle varie stazioni, stracolmi di persone che si azzuffavano per salire già dalla banchina anche per un posto in piedi.
Probabilmente, se stamattina i pendolari della Cassino Roma fossero andati e tornati da Parigi, avrebbero avuto anche 5 minuti di tempo per comprare un souvenir.

 

Roma Cassino Express

Alta Velocità Cassino-Roma: la Regione è sempre interessata?

Dopo mesi di stallo è opportuno fare il punto della situazione sulla vicenda del collegamento ad Alta Velocità tra Cassino e Roma. Le ultime notizie ufficiali da parte dell’Assessorato ai Trasporti ella Regione Lazio risalgono ormai al 15 Luglio 2015. In quell’occasione, per la prima volta dopo mesi di infondate resistenze, l’Assessorato aveva finalmente riconosciuto la fattibilità tecnica ed economica del nostro progetto per l’utilizzo della linea ad Alta Velocità per il collegamento Roma-Cassino; restavano da risolvere alcuni aspetti contrattuali in quanto la Divisione Passeggeri Lazio di Trenitalia, titolare del contratto di servizio con la Regione, non aveva il know how per effettuare servizio sulla linea Alta Velocità. L’ostacolo, non certo insormontabile, sarebbe stato aggirato chiedendo una offerta per il servizio alla divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia (quelli delle “Frecce”), ovvero ai concorrenti di NTV (quelli di “Italo”). E poi? Poi 6 mesi senza alcun aggiornamento; 188 giorni di silenzio squarciato dalla fugace dichiarazione rilasciata da Zingaretti a Cassino lo scorso 18 settembre a conferma della volontà della Regione di mettere in pratica il progetto Alta Velocità Roma-Cassino.

Per chi ricorda quel progetto, il principale ostacolo tecnico era legato all’acquisizione di treni “politensione” in grado di percorrere sia la linea Alta Velocità che la linea storica; questo tipo di treni non è difficile a reperirsi dal momento che tutti gli ETR in circolazione sulla linea Alta Velocità rispondono a queste caratteristiche. La novità degli ultimi mesi, già anticipata nel progetto pubblicato a Febbraio 2015 dalla nostra Associazione, è che Trenitalia ha iniziato a mettere in servizio i nuovi Frecciarossa 1000 (quelli della pubblicità in cui un treno regionale degli anni 50 è messo a confronto con l’avveniristico nuovo Frecciarossa), lasciando liberi diversi ETR 485 e 600 che sarebbero perfetti per il nostro servizio “Regionale AV”. Prima che questi treni vengano destinati ad altre linee, perché l’Assessorato ai Trasporti non li richiede per avviare una sperimentazione del servizio “Regionale Alta Velocità” sulla linea Roma-Cassino? Basterebbero 2 soli treni per effettuare 4 corse giornaliere (2 al mattino verso Roma e 2 il pomeriggio verso Cassino) e verificare l’impatto del servizio sul territorio. Sarebbe un piccolo investimento per dare una prospettiva avveniristica ad un collegamento ferroviario che gli anni 50 non riesce proprio a scrollarseli di dosso.

Pietro Fargnoli                                                                                                 Pres. Roma-Cassino Express

Tel. 349 866 3051

Alta Velocità Cassino-Roma: è ora che ognuno faccia la sua parte

Negli ultimi giorni si sono susseguiti i comunicati di vari esponenti politici regionali e nazionali a sostegno della nostra proposta per migliorare il collegamento veloce Roma-Cassino attraverso l’utilizzo della linea Alta Velocità; spesso tali comunicati hanno evidenziato la scarsa conoscenza del progetto da parte dei rispettivi autori. Rispetto alle tante inesattezze emerse, in qualità di Presidente dell’Associazione Roma-Cassino Express, ci tengo a sottolineare in particolare che in alcun modo il progetto da noi sviluppato prevede un danno agli utenti della provincia di Roma: per effetto della deviazione di alcuni treni sulla linea Alta Velocità infatti diminuirebbe il traffico sulla linea storica ed aumenterebbero i posti a disposizione per gli utenti della provincia di Roma. Dal nostro progetto insomma hanno tutti da guadagnare.

Ci teniamo inoltre a sottolineare che il progetto da noi sviluppato nulla ha a che vedere con la proposta, tecnicamente irricevibile, avanzata dal Sindaco di Frosinone lo scorso mese di Marzo (percorrere la linea attuale in 45 minuti dando precedenza ai nostri treni su tutti gli altri presenti in linea) ed ufficialmente naufragata negli ultimi giorni. Al contrario la fattibilità del progetto sviluppato dalla nostra Associazione è stata confermata a più livelli.

Più in generale ridurre i tempi di percorrenza tra Cassino, Frosinone e Roma è stato uno dei punti delle campagne elettorali degli ultimi dieci anni (per lo meno) di molti politici, e nei desiderata di varie associazioni di categoria, ma nessuno è mai stato in grado di portare avanti un progetto concreto. Solo tante proposte in contrapposizione una con l’altra. Vedere che invece ora il nostro progetto ha messo d’accordo tutti e tutti lo ritengono degno di nota è per noi dell’Associazione Roma-Cassino Express già una prima vittoria.

Auspichiamo ora che la crescente attenzione da parte di tanti amministratori eletti sul nostro territorio a vari livelli, porti ad una virtuosa collaborazione tra di loro, quella collaborazione che è mancata nel corso degli ultimi anni. Suggeriamo pertanto alcune azioni che ciascuno potrebbe portare avanti secondo i propri ruoli.

A livello nazionale, come suggerito in più sedi fin dalla pubblicazione del progetto nel Febbraio 2015, si potrebbe operare sulle tariffe di accesso alla linea Alta Velocità. Tali tariffe oggi sono dedicate ad operatori che agiscono in un ambito di libero mercato e che traggono un utile dal servizio offerto ai passeggeri. Nel caso del collegamento Roma-Cassino invece, questo verrebbe gestito all’interno di un contratto a carico di una pubblica amministrazione (la Regione) che invece non trarrebbe alcun utile. Senatori e deputati potrebbero quindi spendersi affinché vengano definite delle tariffe dedicate al servizio pubblico e questo può essere fatto attraverso un apposito decreto ministeriale.

A livello Regionale si gioca invece la partita più importante: sta alla Regione reperire i fondi (seppure il costo sia esiguo) e stipulare un contratto con un operatore disposto ad effettuare il servizio sulla linea Alta Velocità (in Italia gli operatori disponibili sono solo “Trenitalia divisione passeggeri Long Haul” e “NTV”). Secondo l’ultimo tavolo tecnico a cui abbiamo partecipato, una prima risposta in tal senso era attesa entro il mese di settembre, invece ancora non abbiamo ricevuto nulla di ufficiale. Ci auguriamo che l’attesa non si prolunghi oltre la fine del 2015.

A livello comunale infine, oltre ad evitare di generare confusione con proposte tecnicamente infondate, si dovrebbe agire sul miglioramento dei collegamenti con le stazioni. Le stazioni di Cassino, Roccasecca e Frosinone diverrebbero, secondo il nostro progetto, punti di raccolta di un bacino di viaggiatori destinato a crescere: creare parcheggi, e collegamenti efficienti con i mezzi pubblici comunali sarebbe pertanto di primaria importanza.

L’Associazione Roma-Cassino Express ha messo nelle mani della politica non solo un metodo di ottimizzazione del trasporto ferroviario sulla linea Roma-Cassino, ma una concreta occasione di sviluppo per l’intero territorio della provincia di Frosinone ad un costo irrisorio. È ora che la politica, a tutti i livelli, dia una risposta concreta, altrimenti quello ad Alta Velocità sarà l’ennesimo treno perso.

 

 

Pietro Fargnoli

Pres. Roma-Cassino Express

                                                                                                                                                          Tel. 349 866 3051

Un giorno di ordinaria follia.

Ieri (il 26.11.2015) è stata l’ennesima giornata di ordinaria follia per i pendolari della tratta Roma-Cassino.

I treni del pomeriggio hanno subito vari ritardi, ma l’apice è stato raggiunto attorno alle 19.00 presso la stazione di Ciampino. Il regionale delle 18.07 (con destino finale Caserta) è arrivato con oltre mezzora di ritardo a Ciampino, qui i viaggiatori sono stati invitati a scendere per prendere il treno in sosta al binario 7. Questo treno (partito alle 18.42 da Roma) era già colmo e, quando gli oltre mille viaggiatori del regionale delle 18.07 vi si sono riversati, è stato inevitabile che la tensione salisse.

Questa soluzione era improponibile almeno per i seguenti due aspetti: per prima cosa era impensabile riversare i viaggiatori di due treni (solitamente affollatissimi) in uno solo, secondo è stato sostituito un treno diretto a Caserta con uno diretto a Cassino assicurando ai viaggiatori Campani che lì avrebbero potuto usufruire di una fantomatica coincidenza; piccolo particolare: alle 21 sarebbe iniziato lo sciopero e i viaggiatori campani hanno visto in faccia la concreta possibilità di non rientrare a casa.

Il risultato è stato che alcuni viaggiatori hanno bloccato il binario del treno pronto al binario 7 e il capotreno del regionale delle 18.07 è scappato senza dare informazioni; nel frattempo al binario 7 il capotreno del regionale delle 18.42 ha provato a gestire la situazione ma, vista l’esasperazione dei pendolari anche in seguito a diversi giorni di disservizi, è stato necessario l’intervento della polizia.

Come si è usciti da questa incresciosa situazione? Semplice, grazie all’idea di un pendolare che ha proposto di far effettuare una fermata straordinaria a Ciampino al regionale in partenza alle 19.07 da Roma ed ha proposto che lo stesso treno continuasse straordinariamente per Caserta. Polizia e capotreno a questo punto hanno comunicato questa proposta alla sala operativa e questa è stata la soluzione che ha permesso a tutti di lasciare la stazione di Ciampino poco prima delle 20.00.

La cosa inaccettabile di questa vicenda è stata l’assenza di informazioni (e Trenitalia è obbligata a darne ai propri utenti) e soprattutto l’assenza di un piano per la soluzione dell’emergenza. Possibile che la soluzione sia dovuta arrivare da noi pendolari? Chi è che gestisce la sala operativa che governa il traffico ferroviario? Ed infine, la Regione Lazio può informare noi utenti di quale sia l’importo delle penali addebitate a Trenitalia per questo “disturbo”?

 

Pietro Fargnoli

Pres. Roma-Cassino Express

                                                                                                                      Tel. 349 866 3051